A quando le 1.000 licenze per il poker live in Italia?



La situazione del poker in Italia è quantomeno contradditoria; se nell’online (ne è la dimostrazione Betclic.it, che continua a crescere come utenza e, proporzionalmente, come gradimento) la situazione è fluida e – se non in crescita – almeno stabile, il poker live vive un momento che rischia di minare alle radici il movimento pokeristico del nostro paese.

E’ risaputo, infatti, che giocare live con premi in denaro è considerato gioco d’azzardo, pertanto vietato dalla legge. A nulla sono valsi, fino ad ora, le sentenze di diversi organi legislativi in giro per il mondo che più volte hanno sottolineato il carattere “sportivo” del poker live. Insomma, per vincere c’è bisogno di abilità: non è di certo soltanto una questione di azzardo.

In Italia restano ad oggi 4 le licenze concesse dall’Aams (che invece continua a elargirne, forse anche esagerando, alle poker room online) per svolgere tornei di poker live. Sono quelle destinate ai casino di Campione d’Italia, Sanremo, Venezia e Saint-Vincent.

La contraddizione, però, è talmente palese che già lo scorso anno si cominciò a parlare di un bando che avrebbe concesso 1.000 ulteriori licenze a sale da gioco live. In effetti, poi, il bando fu inserito nel celeberrimo decreto Milleproroghe. Purtroppo, però, come spesso accade nel nostro paese, le lungaggini della burocrazia hanno fatto slittare la gara d’appalto già due volte (era inizialmente previsto per settembre 2012, poi per gennaio 2013), fino a non avere più chiaro quando sarà pubblicata.

Qualcuno sostiene che in estate la situazione potrà  essere finalmente sbloccata, altri invece giurano che la lobby dei quattro casino citati in precedenza faccia ancora pesare le proprie ragioni. Quello che è certo è che le licenze avranno una durata di nove anni, con una tassazione pari al 3%.

Insomma, le polemiche restano feroci. A noi appassionati non resta che continuare a divertirci nei vari siti di poker online come Betclic. In attesa di tempi migliori.