Arrestato il fondatore di Full Tilt Poker



Raymond Bitar, fondatore e CEO della poker room online Full Tilt Poker è stato arrestato appena pochi minuti dopo il suo atterraggio al John Fitzgerald Kennedy Airport di New York, dopo aver fatto volontariamente ritorno in America dall’Irlanda per potersi far processare dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Ora rischia ora fino a 145 anni di prigione per frode bancaria e riciclaggio di denaro legato al gioco d’azzardo. In America sui reati finanziari non si ha certo la “mano leggera”.

Bitar, 40 anni, aveva posto in essere una classica truffa basata sullo “schema Ponzi”, un meccanismo perverso e fraudolento per trovare ed intrappolare via via nuove vittime, usando in questo caso l’ininterrotto flusso di denaro che c’è nel gioco d’azzardo online. In tal modo sarebbe riuscito ad incassare illegalmente qualcosa come 440 milioni di euro in soli 4 anni, facendo credere ai giocatori che i loro soldi fossero al sicuro nei depositi online e che fosse possibili riconvertirli in denaro liquido in qualunque momento. Cosa niente affatto vera, dal momento che i depositi dei giocatori venivano “distratti” dal loro uso abituale per essere dirottati verso conti privati.

Bitar, dopo il suo arresto, ha parlato, dicendo di comprendere a dovere che molta gente è arrabbiata con lui e capendone il perchè. Ha detto che Full Tilt non avrebbe mai dovuto scivolare fino al punto di non poter ripagare i suoi giocatori. Lui però è stato parte integrante, se non fondamentale di questo terribile meccanismo. Dopo il black friday del poker online americano Full Tilt Poker doveva restituire ben 390 milioni di dollari ai suoi gamer. Di questi però ne erano disponibili solo 60.

Bitar ha a più riprese promesso la restituzione dell’intera somma agli utenti truffati. Ma la strada, sempre che ce ne sia una, è ancora lunghissima.