In seguito a due testi legislativi portati in Camera lo scorso maggio (il disegno di legge straordinario per il terremoto dell’Abruzzo e il Disegno di legge comunitaria 2008), era stata stabilita la data del 26 novembre per la legalizzazione AAMS del cash game, modalità di gioco del poker online, attualmente illegale in Italia, che stravolgerebbe (è proprio il caso di dirlo) le carte in tavola del gioco in rete. La differenza principale tra poker “normale” e cash game è che, mentre nella prima i giocatori pagano l’iscrizione al tavolo ed ottengono una quota di fiches uguale per tutti i concorrenti, finita la quale il giocatore abbandona la partita, nel cash game invece
i giocatori possono acquistare la quota che vogliono a seconda della disponibilità economica, e restare in gioco finché se lo possono permettere. Questo naturalmente rende più azzardoso il texas hold’em, e il decreto legge ha stabilito un tetto limite di 1’000 euro alle puntate. Nessun cambiamento, è logico, sarà effettuato a danno del sistema di gioco. Ora le poker rooms italiane dovranno adeguarsi a questa nuova modalità di gioco, fino ad oggi illegale in Italia, e vedere come gestire il cambiamento nelle mani delle 700’000 persone circa che tutti i giorni in Italia giocano al poker online. Quali saranno le conseguenze del cash game? Si perderà di più o si giocherà di meno? O, più semplicemente, ci sarà un nuovo metro di divario tra giocatori amatoriali (quelli che cercano la fortuna in “sit and go” da 50 cents – 5 euro) e giocatori professionisti? Non resta che aspettare fine novembre per avere la risposta da parte del mercato.
































