Data Mining, un vantaggio ingiusto per i giocatori?



La poker room Bodog ha iniziato a prendere provvedimenti diretti contro i siti di raccolta dati dei giocatori, vale a dire i Data Mining, impedendo loro di raccogliere le informazioni che poi condividono con la vasta community del poker online. I nomi di questi siti sono noti ai più, PokerTableRatings, SharkScope e PokerScout; la loro fortuna deriva dall’aver catturato tutte le informazioni possibili sui giocatori e sulle partite in corso, per poi condividerle con chiunque voglia o possa consultare le loro pagine, gratuite o a pagamento.
La motivazione addotta da Bodog è sotto certi aspetti ineccepibile; i siti di raccolta offrono un vantaggio ingiusto a professionisti e giocatori più esperti, al punto tale che parecchi giocatori di livello meno elevato si sono allontanati dalla poker room. Bisogna anche tenere in conto che i giocatori di maggior calibro non ri-depositano con la stessa frequenza dei giocatori casuali, mentre le poker room online vogliono avere la giusta proporzione di giocatori casuali e professionisti. I siti di Data Mining finiscono invece con l’incrinare questa proporzione, con esito sfavorevole per le poker room.
Jonas Odman, vice presidente di Bodog Poker Network, in un comunicato stampa ha spiegato le motivazioni di quest’azione; per l’industria del poker online è di vitale importanza che i giocatori che depositano vengano messi “davanti” rispetto ai giocatori professionisti di più alto livello, che non hanno bisogno di depositare con tale frequenza. Lo scopo è rendere Bodog il migliore e più sicuro dei “posti” su cui giocare a poker, specie per i giocatori amatoriali.
Si tratta di iniziative e provvedimenti che senza dubbio faranno storcere il naso ai giocatori professionisti e privilegeranno, almeno in parte i giocatori amatoriali. Neanche troppo tempo fa ad esempio alcuni giocatori erano stati allontanati da alcune poker room per il semplice motivo che vincevano troppo. Sembra che qualcosa del genere sia allo studio anche in Italia.