Full Tilt Poker: a novembre si torna a giocare!



Full Tilt Poker si muove, letteralmente. Infatti tutto l’hardware della Red Room, quella che ha pagato più pesantemente le conseguenze del black friday del poker online americano, è stato trasferito sull’Isola di Man, attraverso un cargo militare. Trasferimento avvenuto su iniziativa di PokerStars che ora grazie al nuovo hardware raddoppierà la potenza del suo data center. Mentre nel contempo lavora per rimborsare i players.

Lo spostamento è avvenuto nella massima segretezza ed è diretta conseguenza dell’accordo raggiunto nel mese di maggio col Dipartimento di Giustizia americano che ha sancito l’acquisizione di Full Tilt da parte di PokerStars (l’ufficialità arrivata solo alla fine di luglio). Ora siamo già nel pieno della fase operativa con Full Tilt che dovrebbe tornare online entro il prossimo 6 novembre.

Sono stati sicuramente anche messi a punto tutti gli accorgimenti logistici per accogliere il nuovo hardware, dal momento che oltre che la potenza complessiva anche le dimensioni dell’impianto saranno raddoppiate, facendo quindi della “base” uno dei server più importanti del pianeta, sia per la quantità di dati scambiati, sia per la velocità. E’ evidente che ambedue le società ora si aspettano un beneficio reciproco dalla sinergia (parzialmente imposta dagli eventi) e di consolidare la loro leadership mondiale (non bisogna dimenticare che fino a 2 anni fa erano “acerrime nemiche” e si contendevano il posto di poker room numero 1 al mondo).

La sfida comunque è dura, come dicono da PokerStars, che ha riassunto 200 persone della “sezione operativa” di Full Tilt. Tra le cose di maggiore importanza c’è il lavoro che PokerStars sta portando avanti per restituire tutti i soldi agli ex giocatori di Full Tilt; i dettagli sono ormai in fase di piena definizione. In Italia la “faccenda” viene gestita a stretto contatto con l’AAMS, per determinare il processo più adatto alle normative locali.