Full Tilt Poker rimborsi: l’ora si avvicina



Si avvicina il momento, atteso fin troppo, in cui Full Tilt Poker restituirà i fondi “congelati” ai propri clienti. Entro il prossimo 6 novembre infatti, a 18 mesi dal “black friday” del poker online americano, i nuovi manager dovranno ultimare le operazioni di cash out, sulla base degli accordi presi con il Dipartimento di Giustizia americano.

In Italia alcune modalità devono ancora trovare piena definizione, ma in AAMS si registra ottimismo. Ai giocatori sia italiani che stranieri che dispongono di un bankroll ancora bloccato sulla room, il servizio clienti ha inviato per mail una richiesta di invio documenti. Precisiamo che non tutti i giocatori italiani però hanno ricevuto la richiesta; si tratta di coloro che già avevo completato la procedura d’identificazione dell’account.

Insomma per rimettere le mani sui propri soldi i giocatori devono inviare la copia della carta d’identità o del passaporto (fronte e retro) che deve indicare in maniera chiara nome, cognome, data di nascita e data di scadenza del documento. Anche la foto deve essere nitida.

Nella mail vengono anche enumerate numerose regole per avere certezza dell’indirizzo di residenza e solo in questo modo sarà possibile autenticare il conto. Un cambiamento non da poco, specie ricordando il passato, quando Full Tilt Poker era sotto la giurisdizione dell’Alderney Gambling Control Commission (AGCC) e sottoposta a regole assai meno stringenti per quel che concerne la gestione degli account.

Il nuovo ente regolatore dell’Isola di Man, che sta “vidimando” le licenze di Full Tilt invece si muove con criteri di rigore assai più pronunciato, onde meglio garantire la sicurezza dei conti di gioco. Superata la “fase burocratica” diverrà in ogni caso possibile risalire alla vera identità di ogni account e quindi provvedere al necessario rimborso del players.