La rinascita di Full Tilt Poker



Full Tilt Poker torna sul mercato, dopo un’accordo tra il Dipartimento di Giustizia Americano ed il Gruppo capeggiato dal Tycon francese Bernard Tapie. L’accordo da modo a Full Tilt Poker di poter chiedere una nuova licenza nel momento in cui il poker online subirà una nuova regolamentazione legislativa negli Stati Uniti. Non è qualcosa di nuovo, condizioni analoghe erano già state poste, sempre dal Dipartimento di Giustizia, anche ad un altro possibile compratore; ora almeno sappiamo che la richiesta in questa direzione è ufficiale.

Full Tilt ha smesso di operare in terra statunitense dal black friday del poker online, il 2 maggio del 2011; il gruppo compratore da qualche tempo sta concentrando tutti i suoi sforzi per il ritorno della poker room sui mercati di tutto il mondo, con ovvia priorità per quello americano, il più grande e redditizio. Tapie ha fatto molti passi in avanti per ottenere il lasciapassare dagli americani, al punto che ha promesso di rimborsare anche i giocatori fuori dal territorio statunitense, oltre ad aver concordato un sistema di rimborso particolare per i giocatori americani.

L’avvocato del Gruppo Jeff Ifrah non ha fatto altro che confermare l’interesse preminente della rinata Full Tilt per gli States: “L’accordo che è stato raggiunto tra gli investitori ed il Dipartimento di Giustizia sta per aprire la strada ai rimborsi ma anche ad un serio rilancio di Full Tilt Poker” aggiungendo anche che l’accordo “permette in particolare il rientro di Full Tilt Poker nel mercato degli Stati Uniti se e quando questo verrà legalizzato e regolamentato”. Non bisogna dimenticare, in più, che Full Tilt dovrà presentare domanda per una nuova licenza anche al di fuori degli Stati Uniti, una volta completate le procedure necessarie al rientro ufficiale.