Leggende metropolitane: perchè per alcuni il poker on line è truccato?



E’ un argomento più che ricorrente; ovunque online possiamo trovare articoli e discussioni su quanto le poker room siano affidabili e sul livello di regolarità del gioco da esse offerto.
Per i motivi più disparati tantissimi giocatori usano scuse anche al limite della credibilità per giustificare o dissimulare le loro carenze a livello di gioco; tra queste ovviamente non manca mai la scusa in base alla quale la poker room nella quale hanno perso è truccata.
Sono nate anzi autentiche leggende metropolitane in materia, con molti argomenti a suffragio della teoria della truffa.
In maggioranza la gente pensa che i gestori cerchino di massimizzare i loro guadagni anche al di là del lecito; si pensa spesso ad esempio che alcuni giocatori vengano avvantaggiati più di altri.
Eppure alla fine, se si fa caso al contenuto di queste teorie si scopre che in massima parte traggono la loro giustificazione più dalla natura del poker più che da eventuali alterazioni ad opera di terze parti. Una delle dicerie più classiche è che il chipleader vince sempre gli all-in. Va da se che dietro questa congettura c’è il ricordo di mani nelle quali il giocatore è andato in all-in al preflop con uno stack ridotto e sia stato chiamato a vedere da un altro giocatore con più chips disponibili e magari con carte più “spendibili”. Quel che accade in questo caso è una delle classiche sconfitte che soffrono i principianti.
Ed è solo uno degli esempi.
La realtà, per rassicurare gli scettici è che tendenzialmente i giocatori poco esperti tendono a ricordare solo le sconfitte o gli scoppi; pongono assai meno attenzione sulle loro vittorie, siano esse casuali o meno. Altre obiezioni tipicamente messe in campo sono la necessità per i provider di far chiudere le partite il prima possibile, allo scopo di incrementare il numero di giocate; anche questa però non ha un fondamento razionale, visto che i server di cui si servono le poker room sono generalmente in grado di gestire un numero di tavoli superiore a quelli generalmente aperti nelle “ore di punta”.
Così come molto in voga è l’idea che prelevando soldi dal proprio conto sul sito il sito stesso cerchi poi di “rientrare” del prelievo, anche con gli interessi; in questo caso è utile tenere a mente che i soldi che vengono eventualmente prelevati dal sito provengono direttamente dal buy in di altri giocatori , la poker room di suo non mette un centesimo.
La realtà è che nell’interesse delle stesse poker room non c’è alcun motivo di truffare i suoi iscritti; il mercato è in enorme espansione ed i guadagni dalla semplice percentuale presa sui buy in sono già più che sufficienti a garantire lauti profitti; stante il fatto che alcuni meccanismi di truffa ipotizzati sarebbero facilmente scopribili con un minimo di indagine e ciò darebbe ai gestori problemi assai più rilevanti del guadagno eventualmente ottenuto con la manomissione di qualche gara.