Lo Utah vieta il poker online

Il poker online americano è ancora in fase di riassestamento, alla ricerca di una legislazione federale coerente ma al contempo alle prese con le spinte centrifughe di vari stati.

Questa volta a farsi sentire è stato lo Utah, uno stato che a livello geografico si trova nella regione occidentale delle Montagne Rocciose e che ha come città capitale Salt Lake City. Sono stati i repubblicani del posto, politicamente assai forti e risoluti, nella persona di Stephen Sandstrom a spiegare che c’è da parte loro il chiaro intento di vietare il poker Texas Hold’Em ed il gioco d’azzardo in generale (quindi tutti i possibili tipi di poker online).

Le sue intenzioni, di stampo decisamente puritano, sono il mantenere lo Utah libero dalle conseguenze negative che il gioco d’azzardo porta con se. Proibire dunque il poker online e tutti i giochi d’azzardo fruibili sul web, attraverso un emendamento che vieti la possibilità che questi siti divengano operativi sul territorio dello stato (che, ricordiamo, ha 2.645.000 abitanti, meno di 1/100 del totale della popolazione statunitense).

Sandstrom non è quindi intenzionato a valutare le possibili entrate erariali derivanti dal poker online e stante la condizione politica dello stato è assai probabile che i giocatori dello Utah non potranno giocare da casa.

Lo Utah non è da solo tuttavia tra gli stati americani. Anche le Hawaii si son già messe sulla strada di vietare tout court il poker online e per ora non c’è da pensare ad alcun tipo di nuova apertura. Si tratta anche in questo caso di una realità relativamente piccola nel contesto della confederazione ma a questo punto c’è da vedere se anche qualcun altro, quasi obbedendo ad una specie di effetto domino, decida di accodarsi.

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