Andando a caccia di curiosità sul mondo del poker, ci siamo imbattuti in questo mirabile esempio di incontro tra poker e solidarietà: l’A.S.D. Full River, associazione che si occupa della gestione d’incontri di poker texano, ha avuto una modesta ma esemplare iniziativa di solidarietà. Vincenzo Pappalardo, che ha aperto il suo club nella città di Salerno circa un anno fa (club che conta alcune centinaia di iscritti), ha avuto per questo 2009 un’idea di solidarietà da realizzare sfruttando le occasioni del gioco del poker: adottare un bambino a distanza con i soldi del texas hold’em. L’iniziativa ha avuto il nome di “All in…per un’adozione a distanza”, e prevedeva l’adozione di un bambino/a per ogni 18 giocatori iscritti con buy-in da 10 euro. Un piccolo sforzo per unire l’utile al dilettevole, l’iniziativa di Pappalardo è davvero degna di nota. I primi bambini sono Gino Binu, 9 anni, lavoratore a ore con madre povera e padre cieco, della cittadina di Pambanar (Kerala), e Anna K.A., nove anni anche lei, appena iscritta al primo anno della scuola di Valiyavila, sempre nel Kerala. L’Associazione A.S.D. Full River di Vincenzo Pappalardo, impegnata in attività solidali attraverso il gioco del poker, è in via Costantinopoli 7, a Castel San Giorgio, Salerno.





























