Sicurezza poker online, intervista a Flavio Ferrari Zumbini

La sicurezza dei siti di poker online, che contengono poker room dove giocare con conti gioco, è uno dei temi che sta più a cuore, giustamente, agli utenti. In passato sono stati trovati alcuni software “truccati” ed in questi mesi, forte del boom del business del poker online, si è parlato molto della sicurezza e della garanzia di gioco delle poker online.

L’agenzia di stampa Agipronews ha intervisto su questo argomento Flavio Ferrari Zumbini, giornalista, giocatore e fondatore di NiceHand poker.
La poker room online è uno dei posti più sicuri al mondo. E’ uno spazio virtuale dove gli operatori e gli stessi giocatori sono i principali guardiani di un ambiente che funziona attraverso un sistema e una tecnologia perfetti. E’ impossibile che certi tentativi di inganno possano passare inosservati perché i giocatori sono protagonisti e guardiani e fanno di tutto per tenere il proprio ambiente pulito”.
“Si può dire che nel proprio interesse agiscono per il bene di tutti. Purtroppo il mondo del poker paga una brutta fama creata a volte dal mondo del cinema, dove spesso la partita è seguita da un sparatoria o dove il pollo viene sistematicamente spennato. E poi l’inganno, attraverso il bluff, fa parte del gioco stesso. E’ facile che si venga a creare il pregiudizio”.
La sicurezza sta nella rispettabilità degli operatori nessuno ha l’interesse di metterla in gioco. Le poker room hanno software all’avanguardia in grado di segnalare immediatamente situazioni ad alto rischio. Il nostro sistema è stato testato su 200 milioni di smazzate ed è stata certificata una distribuzione delle mani possibili quasi perfetta”.
“Perdere, magari quando pensi di essere imbattibile, è brutto, con qualcuno te la devi prendere. I calciatori lo fanno con l’arbitro, i giocatori di poker con chi dà le carte. Ma il mercato probabilmente crescerà ancora e porterà con sé una maggiore cultura di questo meraviglioso gioco

Presto ai nemici immaginari si sostituiranno libri e video da studiare in modo da poter migliorare ed analizzare il gioco, aiutandoci ad identificare il vero colpevole: noi stessi e la nostra poca perizia, non certo complotti immaginari su grandi colossi mondiali che passano le notti ad arrovellarsi su come far perdere proprio noi”. 


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