In base a quanto riportato da Il Secolo XIX tra le misure che il governo potrebbe porre in atto, per fronteggiare l’emergenza derivata dal terremoto che sta colpendo, anche in queste ore, l’Emilia, c’è un aumento della tassazione per il settore dei giochi d’azzardo e delle lotterie.
Una misura che andrebbe a congiungersi con quella, già presa, di un nuovo aumento delle accise sui carburanti; il terremoto del resto domina le nostre cronache (giustamente) e pare non conoscere fine. Le scosse registrate sono centinaia e moltissime persone hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. I danni materiali sono ingenti.
La benzina è già stata “toccata” e probabilmente non si andrà oltre; si pensa ad un’addizionale regionale in materia, ma potrebbe generare tensioni troppo forti a livello sociale. E così la strada più probabile sarebbe quella di andare a “pescare” in uno dei settori dell’economia italiana che pare maggiormente al riparo dalla crisi. Esattamente come avvenne dopo il terremoto in Abruzzo, quando i giochi e le lotterie subirono una prima “rivisitazione” del prelievo fiscale. L’aliquota potrebbe aumentare in misura sensibile, onde consentire un accelerazione nella raccolta di fondi da destinare alla ricostruzione delle zone terremotate. In teoria l’Italia già dispone di un Fondo per Calamità Impreviste; manco a dirlo però, le riserve disponibili, sono di gran lunga insufficiente.
Un paio di settimane fa, in più, ha visto la luce una nuova legge che stabilisce che lo stato non è automaticamente tenuto a risarcire i danni derivanti da calamità naturali. Ma il problema è i soldi non bastano mai. Ed anche il settore dei giochi non resterà immune dal disperato bisogno di denaro delle casse pubbliche.























