Voi cosa fate quando chiamano un all-in?

Senza dubbio molti di voi lettori di TexasHoldeMania si sono imbattuti,
specie nei tavoli con gli amici, nella difficile scelta del rispondere ad una chiamata di all-in.
Tutto dentro: o la va, o la spacca. Come vi comportate in questi casi?
Quasi tutti i giocatori di poker, certamente, si dedicano ad una concentrata e forsennata corsa sul cavallo del calcolo delle probabilità: uscirà il punto? Cosa ho in mano?

Lui cosa avrà, starà mica bluffando? In questi casi, la “regola del 4 e del 2” per calcolare ad occhio le probabilità di vittoria è utilissima. Per chi non la conoscesse,
o si fosse perso il nostro articolo su questa regola, essa consiste nel calcolare le probabilità di vittoria moltiplicando per 4 il numero di carte utili rimaste in giro prima del flop, e per 2 le medesime carte dopo il flop, al turn.
Un esempio: se avete coppia di 5 in mano servita,
le probabilità di fare tris sono 2 (gli altri due 5 in giro al di fuori delle vostre carte) moltiplicato per 4 al flop, ovvero un misero 8%, che diventa 4% al turn.
Per quanto riguarda la psicologia del poker, invece, l’all-in cosa vi comporta? Molti giocatori si “spaventano” e tendono a svalutare il proprio potenziale di punteggio,
mentre altri puntano dritti al risultato: se in mano c’è solo aria fritta, lasciamo perdere, in attesa di giri migliori. Ma siamo sicuri che sia la cosa migliore da fare?
 


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