WSOP 2012: Antonio Esfandiari protagonista



E’ stata veramente la grande giornata di The Magician. E non importa se buona parte dei 18 milioni di dollari “conquistati” andrà ai suoi quotisti, facendogli rimanere in tasca una fetta relativamente piccola. Questo grande torneo è stato tutto un continuo traffico di quote e percentuali (derivanti dal fatto che molti dei partecipanti hanno diviso l’altissima quota di iscrizione con alcuni loro facoltosi supporters). La cosa che conta davvero è che il più grande premio mai messo in palio nella storia del poker è stato vinto da Antonio Esfandiari.

Uno dei contendenti più temibili, Brian Rast, partiva con i favori del pronostico. E forse sarebbe stato capace di dire più di “qualcosa” se non fosse stato messo alla porta da un “terribile” river, giunto dopo un all in “motivato” dall’avere in mano il colore fin dal flop. Peccato che l’ultimo 3 ha consentito al suo avversario di arrivare a poker, Guy Laliberté, lasciando Rast senza chip, fuori dal torneo e “solo” con un milione e 600mila dollari in tasca.

Lalibertè, che a sua volta pareva essere veramente “in giornata” prima di trovarsi vis a vis con Esfandiari che lo ha eliminato, lasciandolo in quinta posizione. E’ poi toccato a Phil Hellmuth che pur chiudendo al quarto posto mette a segno la miglior vincita della sua carriera (anche nel suo caso però il denaro usato per la partecipazione veniva da più persone, quindi ci sarà da dividere l’importo nella fase post vincita). Dopo Hellmuth è uscito David Einhorn ed ha avuto inizio l’heads up che vedeva Esfandiari già in netto vantaggio.

Non ci è voluto molto, poche mani per arrivare al colpo decisivo, una “progressione” di rilanci su un flop J-5-5, fino all’all-in finale di Esfandiari, chiamato dal giocatore inglese. A quel punto carte scoperte, Q e 6 per Trickett, 7 e 5 per Esfandiari. Il turn è un 3, il river un 2. E con tris di 5 Esfandiari entra nella storia del poker.